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Articoli con tag “chiesa

In the name of Jesus

Lontano dalla strada, lontano dall’alcolismo

Pastore di anime e operaio. Isaac Godwil Ainoo racconta una vita fatta di approdi provvisori da un paese all’altro: dal Ghana alla Nigeria come insegnante, in Asia per amore, in Italia alla ricerca di fortuna. Emigrante ieri, cittadino italiano oggi. Lavora da 23 anni come operaio nel settore marmo in Valpolicella. Ha cresciuto i figli ma soprattutto ha fondato la prima chiesa apostolica a Verona: un’impresa non da poco negli anni ’80. La chiesa non è solo aggregatore sociale, ma fornisce supporto a tutta la comunità africana. Volontari si occupano del recupero delle ragazze che sono costrette a prostituirsi. Costrette. È facile convincere una giovane a concedere se stessa con la minaccia che, altrimenti, una maledizione colpirà la sua famiglia. Il popolo ghanese non ha dimenticato i culti animisti con i quali è cresciuto: il cristianesimo è la religione dominante, ma si mescola e coesiste con le divinità africane. I volontari instaurano un primo rapporto, quindi tocca al   pastore, attraverso la predica, tracciare per queste donne la via corretta da seguire. Nessuna condanna, nessun dito puntato. I peccati sono affrontati come errori comuni in cui tutti possono incappare. “Io predico ciò che è bene e ciò che è male per il Signore: le mie parole non servono però a cambiare ciò che hanno fatto ma ciò che faranno”. Compito della chiesa è estrarre quell’influsso malvagio che induce la donna a prostituirsi. Oratore, istrione, soprattutto uomo: Isaac racconta la sua vita, il dramma della morte dei cari, l’alcolismo superato, il sacrificio del lavoro. “In the name of Jesus” intona dopo ogni periodo. “Amen” rispondono in coro i fedeli. Le parole divengono musica, la musica diviene canto e ballo finché la messa non si trasforma in un’estasi generale. Il singolo individuo si dissolve entrando nella dimensione collettiva della fede. Alle ragazze viene chiesto di non vendersi per strada, agli uomini di non bere più alcolici; e con l’assoluzione dal peccato cessano le sofferenze. Alla fine è questo il piccolo miracolo di Isaac, operaio cinque giorni alla settimana, pastore la domenica: aver creato un luogo in cui tutti gli africani di Verona si sentono liberi, insieme.

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Salento dall’alba al tramonto

Un giornata nella terra del vento tra santi, tarantole e spiriti pagani.

L’alba si tinge di rosa, i santi si destano e il vento inizia a soffiare. A volte da Ovest, altre da Est, dalla Calabria o dall’Albania. A volte arriva da Sud, direttamente dall’Africa, e sembra portare con sé la sabbia del deserto. Salento: l’estremo Oriente della nostra penisola. Circondato dai mari, è da sempre considerato terra di unione, ponte verso altre culture, punto d’approdo.

Cattedrali, chiese e statue di santi osservano dall’alto, la religione è scolpita nella tenera pietra leccese e si eleva verso il cielo nei ghirigori barocchi. La si incontra ad ogni angolo di città, paesi e frazioni che si estendono su tutto il territorio: vicini, spesso attaccati, sempre collegati da una fitta rete di strade che sembra progettata per imbrigliare le campagne. Cave di tufo, immensi campi coltivati, masserie, ulivi e pagghiare erano i luoghi del faticare quotidiano necessario a rendere fertile la terra arsa dal sole e della siccità. Ma erano anche i luoghi dove mordeva la tarantola, dove iniziava la “follia” di donne e uomini che sfogavano nel ballo i disagi repressi. Dove dolmen e menhir ricordavano riti pagani non del tutto sopiti e dove spiriti, folletti e fate danzano ancora oggi nelle notti d’estate. © Mario Fracasso