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what amazing life!

London, what an amazing life!

Monumenti e grattacieli, mercati vintage e punk, musei e teatri, quartieri multietinici, tea shop, pub e locali notturni: Londra è una città ricolma di vita.

Fino agli anni ’90 Londra era considerata una sorta di terra promessa dove chiunque poteva dare una svolta alla propria vita. Ora, grazie ai voli low cost, è divenuta anche una città “vicina” e accessibile a tutte le tasche. Il primo impatto è subito sconvolgente. Appena atterrati colpisce il silenzio dell’aeroporto. Un’assenza di rumori totale e avvolgente che riduce ogni parola a meno di un bisbiglio. Ma l’arrivo in città catapulta in un realtà completamente opposta. Luci, suoni e moltitudine umana. Il contrasto è ancor più forte se come prima destinazione si sceglie Piccadilly Circus con i tradizionali autobus rossi a due piani, i taxi, i risciò, le folla frenetica tra i semafori e i neon colorati di cartelloni pubblicitari immensi. Attorno alla statua nuda di Eros, che sconvolse le coscienze di età Vittoriana, sembra pulsare tutto il traffico della metropoli e questa visione caleidoscopica e psichedelica rischia di stordire.

Trascinati dal flusso della gente, si finisce facilmente nel “tubo”, la metropolitana, che corre sotto tutta la città (www.tfl.gov.uk). Scendendo tra scale mobili e tunnel decorati con piastrelle policrome, si rimane ipnotizzati da manifesti di spettacoli teatrali e film e le note dei musicisti di strada creano una dimensione sospesa. Poi le porte si aprono e il mind the gap (attenzione al gradino) della voce registrata risveglia e incita a salire a bordo.

Le prime destinazioni possono essere i monumenti più celebri. Il Big Ben, la Houses of Parliament, l’abbazia di Westminster e Buckingham Palace si trovano nella zona sud-ovest del centro cittadino. La Cattedrale di Saint Paul, luogo delle nozze di Carlo e Diana, è invece immersa nella City. Questa fu il centro storico attorno al quale nacque Londra ed è diventata il cuore finanziario della Gran Bretagna con il mercato dei cambi più grande del mondo. Poco più a est si incontrano Tower Bridge e la cosiddetta Tower of London, la fortezza medievale molto amata dai turisti inglesi. Al suo interno vissero diversi monarchi e vi sono conservati i gioielli della Corona. Sul tetto della torre principale sventola la bandiera del Regno Unito quando la Regina è presente a Londra. Il simbolo più moderno della città è, invece, Gherkin, il “citriolino”: il grattacielo dalla forma irriverente, rivestito di cristallo a losanghe, vicino la stazione di Liverpool Street.

Dopo la visita ai monumenti ci si può dedicare all’immensa offerta culturale. I musei sono veramente molti. Da quelli storici come il Museum of London (www.museumoflondon.org.uk) a quelli scientifici come lo Science Museum (www.sciencemuseum.org.uk); da quelli dedicati a scrittori come Charles Dickens (www.dickensmuseum.com) o a personaggi della letteratura come Sherlock Holmes (www.sherlock-holmes.co.uk) a quello delle statue di cera di Madame Tussauds (http://www.madametussauds.com). Assolutamente non si possono trascurare la National Gallery (www.nationalgallery.org.uk), a cui si accede da Trafalgar Square e che contiene quadri di tutti i pittori più famosi dal 1250 in poi, e il Britsh Museum, al cui interno una moltitudine di turisti si muove in gallerie che si susseguono per quattro chilometri e ripercorrono la storia di tutte le culture: dalla Mesopotamia al Sud America, dai greci e dai romani alle tradizioni islamiche, africane e dell’estremo oriente (www.britishmuseum.org).

Ma Londra non può essere solo visitata: va vissuta. Per questo, appena fuori dal British Museum, si deve iniziare a percorrerne le strade e sperimentarne i locali. A due passi c’è il quartiere di Soho: pub, ristoranti etnici, una piccola Cina Town con polli appesi nelle vetrine delle rosticcerie, botteghe, negozi di souvenir, locali notturni stravaganti e librerie omosessuali. Questo è il quartiere più liberale e movimentato della città. Qui si può passeggiare incontrando persone distinte che barcollano mentre mangiano fish and chips oppure drag queen che svelte vanno verso il locale della prossima esibizione.

Un’altra esperienza particolare è il cimitero monumentale gotico di Highgate (www.highgate-cemetery.org). Situato nella zona nord, è famoso per essere stato il centro di diversi episodi di vampirismo e satanismo. Al suo interno si trova, anche, la tomba di Karl Marx. Osservandola in silenzio, si riflette su un paradosso: un filosofo ateo, padre delle teorie comuniste, sepolto in una città simbolo del capitalismo e visitabile a pagamento (ticket 3£).

Nella zona est, fuori dal centro cittadino, si trova il quartiere più moderno e avveniristico, Canary Wharf (www.canarywharf.com): un immenso complesso di palazzi di vetro e grattacieli, tra cui il One Canada Sqaure, la torre più alta d’Inghilterra, la prima al mondo ad essere rivestita di acciaio inossidabile. Qui, immersi in un gioco di luci riflesse e in una selva di orologi, si possono osservare uomini in giacca e cravatta e donne in tailleur che camminano frettolosi e ordinati, per poi sparire dentro porte trasparenti o ascensori che spuntano dal suolo per scendere sotto terra.

Per una passeggiata serale sulle sponde del Tamigi si può andare alla South Bank. Lo spettacolo dopo il tramonto è singolare: su una riva si possono ammirare le luci calde del Big Ben e della Houses of Parliament che si riflettono nel fiume; sull’altra quelle fluorescenti dell’Acquario (www.londonaquarium.co.uk) e della London Eye (www.londoneye.com), la più grande ruota panoramica del mondo che, con le sue 32 cabine di vetro e i 135 metri di altezza, offre una vista mozzafiato su tutta la città.

Oltre la contemplazione delle sue contraddizioni e l’ammirazione per i suoi paesaggi urbani, Londra torna subito ad essere una città decisamente giovanile. Basta recarsi in uno dei tanti mercati cittadini che fondono il multietnico con la moda, il fashion con l’antiquariato, le nuove con le vecchie tendenze, il nostalgico con l’alternativo.

I più famosi sono quello di Portobello (www.portobelloroad.co.uk), a Notting Hill, e quello di Covent Garden (www.coventgarden-market.co.uk), a due passi da Soho. Il primo è un mercato dell’antiquariato aperto ogni sabato. Si sviluppa lungo la Portobello Road, dove tra bancarelle e piccoli negozi si può trovare qualsiasi oggetto di seconda mano: dalla forniture per la casa a bussole ed astrolabi, dai vinili rari a palloni e scarpe da calcio dei primi anni del ‘900. Il secondo è, invece, a fianco alla Royal Opera House. È aperto ogni giorno ed è dedicato all’abbigliamento e ai souvenir. Ma la sua vera attrazione sono gli artisti di strada. Vengono per esibirsi da tutto il mondo e coinvolgono costantemente i passanti nelle loro acrobazie e giocolerie.

I mercati più amati dai londinesi sono quelli di Brick Lane e Camden Town. Brick Lane (http://www.visitbricklane.org) è una via posta vicino Liverpool Street Station, lunga più di un chilometro, con numerosi ristoranti etnici, bar e negozi di abbigliamento vintage. Dagli anni ’90 è uno dei centri culturali e artistici più vivi della città: vi sono numerosi atelier di moda e frequenti esposizioni. I suoi murales sono considerati vere opere di street-art. Il mercato si tiene solo la domenica, quando, dalla mattina al pomeriggio, la strada si affolla delle bancarelle dei rigattieri e gli stilisti emergenti propongono nuove creazioni su misura. In una struttura coperta c’è anche il Sunday Food Market: una fiera di cibi dal mondo. Dal tibetano al messicano, dal giapponese all’etiope, le culture culinarie di tutti i paesi sono racchiuse tra i suoi stand. Appena fuori si scopre il nuovo punto vendita della Rough Trade (www.roughtrade.com), la mitica etichetta indipendente londinese specializzata in Post Punk e Alternative Rock. Al suo interno ci sono anche un bar, una sala lettura, delle postazioni internet e uno spazio concerti: un vero paradiso per gli appassionati.

È Camden Town, però, ad ospitare i locali e il mercato più anticonformisti (www.camdenlock.net). Ciò che spinge i teenager e i giovani da tutto il mondo a ritrovarsi qui è, infatti, l’anima punk e hardcore che lo caratterizza. Ognuno può essere o divenire quel che vuole: a Camden la stranezza si fa norma. Così, usciti dalla metro, ci si trova di fronte una folla di ragazzi abbigliati in maniera stravagante, eccentrica e provocatoria. Lungo la strada principale, i negozi di souvenir si confondono tra quelli di abbigliamento vintage, punk e metal e tra le botteghe di tatuaggi e pearcing. Percorrendola si incontrano l’Inverness Street Market e il Camden Market, entrambi aperti tutti i giorni. Ma il vero fulcro del quartiere è Camden Lock, il ponte sul Regent Canal, affluente artificiale del Tamigi, attorno alla quale sono nati diversi ristoranti, bar, pub e locali notturni e si è sviluppato un terzo mercato che, ogni giorno fino alle 6 pm, offre cibo e artigianato multietnico.

L’esperienza londinese non può dirsi conclusa senza aver sorseggiato una buona birra. Che si preferisca la Lager bionda, fresca e frizzante, la più decisa ma meno alcolica Ale o la Stout nera e dal sapore tostato, i pub sono luoghi irrinunciabili. Si può entrare in uno di quelli di Soho: bere, ballare, farsi travolgere dalla folla di turisti e, magari, ritrovarsi in un gruppo di studenti inglesi a scommettere qualche penny sulla nazionalità dei presenti. O sceglierne uno più tranquillo: sedersi al bancone, chiacchierare e ascoltare musica dal vivo. I generi più suonati sono il Blues, il Rock e l’Indie Rock. O ancora si può decidere di arrivare fino al quartiere di Whitechapel: su Commercial Street, parallela di Brick Lane, si trova il Ten Bells, il pub frequentato dalle vittime di Jack lo Squartatore. E, se non si ha paura delle tenebre, si può rimanere a rilassarsi contemplando il tramonto che incombe oltre la prossima pinta, sentendosi ormai addicted to London e sognando di poter restare per sempre in questa città.