L'Italia vista con gli occhi degli italiani

Salento

Salento dall’alba al tramonto

Un giornata nella terra del vento tra santi, tarantole e spiriti pagani.

L’alba si tinge di rosa, i santi si destano e il vento inizia a soffiare. A volte da Ovest, altre da Est, dalla Calabria o dall’Albania. A volte arriva da Sud, direttamente dall’Africa, e sembra portare con sé la sabbia del deserto. Salento: l’estremo Oriente della nostra penisola. Circondato dai mari, è da sempre considerato terra di unione, ponte verso altre culture, punto d’approdo.

Cattedrali, chiese e statue di santi osservano dall’alto, la religione è scolpita nella tenera pietra leccese e si eleva verso il cielo nei ghirigori barocchi. La si incontra ad ogni angolo di città, paesi e frazioni che si estendono su tutto il territorio: vicini, spesso attaccati, sempre collegati da una fitta rete di strade che sembra progettata per imbrigliare le campagne. Cave di tufo, immensi campi coltivati, masserie, ulivi e pagghiare erano i luoghi del faticare quotidiano necessario a rendere fertile la terra arsa dal sole e della siccità. Ma erano anche i luoghi dove mordeva la tarantola, dove iniziava la “follia” di donne e uomini che sfogavano nel ballo i disagi repressi. Dove dolmen e menhir ricordavano riti pagani non del tutto sopiti e dove spiriti, folletti e fate danzano ancora oggi nelle notti d’estate. © Mario Fracasso


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