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rinascita ecosostenibile

L’Aquila, una rinascita ecosostenibile

(Articolo National Geographic)

A Pescomaggiore, paese distrutto dal terremoto a 15 km dall’Aquila, è nato un progetto autonomo per creare piccole abitazioni antisismiche basandosi sui concetti della bioarchitettura.

Tussillo, Villa Sant’Angelo (AQ) – Il diradarsi della nebbia svela la situazione del paese.

Il 6 Aprile del 2009 una scossa sismica d’intensità 5,9MI sulla scala Richter ha colpito la provincia dell’Aquila. Questo movimento tellurico ha avuto come epicentro proprio il capoluogo abruzzese ma ha provocato danni anche a molti chilometri di distanza. Dopo due anni si può sperimentare, nel presente, come potesse avvenire lo spopolamento e l’abbandono delle città nel passato. Le macerie invadono le strade di paesi disabitati, i puntellamenti diventano parte del paesaggio urbano. La vegetazione cresce e ricopre.

Castelnuovo, San Pio delle Camere (AQ) – Poltrone dimenticate tra i ruderi.

La scossa sismica ha provocato danni diversi in base al tipo di terreno in cui si è propagata. Paesi più distanti dall’epicentro, a volte, hanno subito danni maggiori. È il caso di Castelnuovo, piccola frazione di San Pio delle Camere (AQ) sita a più di 20 km di distanza dal capoluogo. Qui il sottosuolo di sabbia e ghiaie ha amplificato l’intensità della scossa. La porzione del paese che non è collassata è inagibile e i residenti sono stati tutti trasferiti in un nuovo complesso abitativo.

Camarda, L’Aquila – Un anziano riposa al sole. Sullo sfondo i complessi edilizi costruiti per far fronte all’emergenza terremoto.

Per molti, però, è difficile rassegnarsi ad abbandonare il paese dove si è vissuti o la casa dove si è nati. Soprattutto gli anziani che hanno figli e parenti costretti a vivere lontani dalle contingenze del terremoto fanno fatica ad adattarsi. Spesso li si incontra seduti soli agli angoli dei paesi disabitati, semplicemente riposando e aspettando il tempo che scorra.

Camarda, L’Aquila – Felice Scipioni, al centro della piazze del paese.

Felice è uno di questi ma la sua scelta è stata quella di non abbandonare la casa dove abitava. La sua famiglia vive nel nuovo complesso di Camarda ma lui è rimasto nel centro storico solo con i suoi cani. ‹‹Mi piace il fuoco! Se me ne vado a vivere li, mica mi fanno accendere il fuoco! Meglio una casa inagibile che una casa senza camino!››.

L’Aquila – Una donna passeggia davanti la facciata della Basilica di San Bernardino.

Se gli anziani non concepiscono la vita oltre le loro abitudini precedenti il terremoto, c’è un pericolo molto più grave che corrono i più giovani. Dimenticare come fossero i loro luoghi prima di quel 6 aprile 2009. Il rischio è quello che macerie, edifici inagibili, puntellamenti, transenne e ponteggi entrino a far parte della quotidianità e diventino la normalità della loro vita.

Pescomaggiore, L’Aquila – La cava di sabbia situata tra le frazioni aquilane di Paganica e Pescomaggiore.

In un contesto così difficile un gruppo di privati cittadini sta provando a far rinascere il loro centro abitato secondo i principi della bioarchitettura. Il progetto è nato dal comitato per la rinascita di Pescomaggiore che già prima del sisma cercava di evitare lo spopolamento del paese attraverso la rivalutazione del territorio. Una delle proteste che portava avanti con più intensità era contro l’attività di una cava di sabbia posta a pochi chilometri dall’abitato.

Pescomaggiore, L’Aquila – L’alba tinge di rosa il paesaggio attorno all’Eco Villaggio

Il nuovo impegno di Dario D’Alessandro e degli altri membri del comitato è quello di costruire un piccolo villaggio antisismico ed eco-sostenibile appena fuori dall’abitato di Pescomaggiore. Questa frazione dell’Aquila che, con i suoi 998 metri di altezza, si affaccia sul pianoro su cui si sviluppa il capoluogo abruzzese, è posta a poca distanza dall’inizio il Parco Nazionale d’Abruzzo e Monti della Laga.

Pescomaggiore, L’Aquila – E.V.A., acronimo di Eco Villaggio Autocostruito.

Per questo, l’idea è quella di fornire alloggi ad aquilani che pur nell’urgenza di un tetto sotto il quale vivere, siano sensibili alle questioni ambientali. Le case devono essere costruite dagli abitanti stessi del villaggio e devono essere eco-compatibili: quando il vecchio abitato sarà di nuovo agibile, si potrà valutare se smantellare le nuove strutture o se sarà necessario conservarle per altre esigenze del paese.

Pescomaggiore, L’Aquila –Il cantiere di una delle case dell’Eco Villaggio.

Le case di E.V.A. (Eco Villaggio Autocostruito) sono mono o bilocali, con intelaiatura in legno e muri in balle di paglia pressata intonacati con calce. Nonostante esista un modello edilizio basato anche solo sulla paglia gli architetti a Pescomaggiore hanno preferito aggiungere l’intelaiatura in legno per rientrare nelle norme costruttive in vigore in Italia. ‹‹Avrei preferito le sole balle›› racconta Isabella, una delle prime residenti, ‹‹avrebbero garantito una sufficiente stabilità e sicurezza antisismica ma in Italia le norme edilizie sono diverse da altri paesi europei e ci siamo adattati››.

Pescomaggiore, L’Aquila – Visi da cantiere. Stefano e Piero: volontari e residenti al lavoro.

Le abitazioni finite per adesso sono quattro. Altre tre sono in costruzione. La direzione dei lavori è affidata agli architetti del B.A.G (Beyond Architecture Group), team specializzato nella costruzione di edifici con materiali naturali o riciclati. Nel cantiere, però, lavorano solo gli abitanti del villaggio e i volontari più o meno esperti che arrivano da tutta Europa.

Pescomaggiore, L’Aquila – Stefano presta la sua manodopera sul cantiere di E.V.A.

Stefano è uno di questi ultimi. Cuoco di professione, viene da Como ed è arrivato a Pescomaggiore per mettersi a disposizione come manovale. ‹‹Ho un vecchio casolare sul Lago di Como e mi piacerebbe crearvi attorno una struttura turistica eco-sostenibile che preveda cucina per celiaci. Ho cercato a lungo un esperienza di come questa: sono utile per una giusta causa e imparo molto››.

Pescomaggiore, L’Aquila – Creazione di uno stampo per la costruzione artigianale di un lavandino.

Nell’Eco Villaggio, infatti, c’è un vero scambio di saperi artigianali, architettonici ed edilizi. Un volontario, per esempio, ha costruito un primo lavandino con la tecnica della pietra ricostruita, spiegando il metodo per farne altri. Stefano ora sa già come potrà fare i sanitari per i bungalow eco-compatibili che ha in mente.

Pescomaggiore, L’Aquila – Riunione all’interno di una delle case di paglia.

Ma E.V.A. non è solo cantiere. Gli abitanti dell’Eco Villaggio costituiscono una piccola comunità che vive insieme e condivide un progetto comune. Si confrontano sempre su come procedere nei lavori, su quali iniziative debba prendere il comitato, sulla necessità di collaborazioni, fondi e aiuti esterni. Spesso si confrontano anche sulla quotidianità e la routine comune e le riunioni diventano, così, piccole assemblee di villaggio.

Pescomaggiore, L’Aquila – Pane e olio, vino e lettura. Filippo aspetta l’ora di cena.

Chi abita E.V.A. ha anche un lavoro proprio. Filippo, per esempio, è giornalista per una rivista locale, Dario avvocato, Piero agricoltore. Tutti continuano le loro attività precedenti ma ogni sera si ritrovano per mangiare in compagnia. Il televisore non è sentito come un bene necessario e aspettando la cena si preferisce fare un aperitivo, chiacchierare o leggere.

Pescomaggiore, L’Aquila – Mascia e Jacopo, la tenerezza di una madre

Quasi tutti i giorni anche Mascia frequenta l’Eco Villaggio. Le è stato assegnato un alloggio dalla Protezione Civile, un piccolo appartamento per lei e i suoi due figli in uno dei due M.A.P. (Moduli Abitativi Provvisori) di Pescomaggiore.  Ma preferisce trascorre il tempo alle case di paglia e partecipare attivamente alla vita della comunità. I suoi figli, Jacopo (nella foto) ed Edoardo, hanno molto spazio per giocare, mentre lei lavora nel cantiere. ‹‹Credo in questo progetto e sono sicura che E.V.A. sia un ottimo modello e un sano stile di vita per i miei figli››.

Pescomaggiore, L’Aquila – Mascia accende la stufa a legna in una delle case dell’Eco Villaggio.

Non tutto è ancora completo nel nuovo villaggio. Il fotovoltaico, per esempio, è in fase di realizzazione. Intanto, però, ci si organizza al meglio per il risparmio energetico. Per il riscaldamento si utilizzano stufe a legna che consentono, anche d’inverno, di riscaldare l’ambiente con solo due ore di accensione.

Pescomaggiore, L’Aquila – Il lampadario della cucina in una delle case dell’Eco Villaggio.

Per l’illuminazione, invece, si usano solo lampadine a basso consumo e si costruiscono lampadari artigianali con vecchie pentole e un po’ di fantasia. Il futuro di E.V.A. comprende anche l’agricoltura. La produzione di miele e la raccolta dello zafferano sono già una realtà e contribuiscono, insieme alle donazioni volontarie, all’autofinanziamento. In progetto ci sono un orto biologico per la sussistenza del villaggio e la coltivazione di particolari piante autoctone in estinzione come la Patata Turchesa, il Grano Solina e il farro Triticum Dicoccum.

Pescomaggiore, L’Aquila – Arcobaleno e macerie davanti alla chiesa di san Martino.

E.V.A., l’Eco Villaggio Autocostruito di Pescomaggiore è come un arcobaleno tra nuvole grigie e macerie: l’esempio di una rinascita intelligente e sensibile tra i ruderi di paesi che stanno scomparendo dalle mappe, fabbriche ed attività commerciali in difficoltà, Università che perdono anche i pochi studenti rimasti.

© (immagini e testo) Mario Fracasso

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