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FIAT 500

FIAT 500, l’auto che ha fatto innamorare l’Italia

fiat 500-diego funaro-unità italiaAlla fine degli anni ’50 iniziò un periodo di crescita economica per il nostro paese. L’Italia agricola e con un elevato tasso di disoccupazione iniziò a trasformarsi in un paese industrializzato, in cui il settore terziario si prendeva i suoi spazi e i posti di lavoro erano in continuo aumento.

fiat 500-diego funaro-via pontinaNel 1957 nasceva un’auto che oggi definiremmo una smart-car. Era alta 1,33m, larga 1,32m e lunga 2,97m. In un carosello la presentavano come «un’auto lunga così che non costasse più di tanto». Anche i consumi erano alla portata di tutti: con un litro di benzina si potevano percorrere quasi 25 chilometri. Era la Fiat Nuova 500, un’auto divenuta simbolo del miracolo economico e che, nell’attuale periodo di crisi finanziaria, assume ancora più valore come ricordo di anni felici ormai troppo lontani.

fiat 500-diego funaro-cofanoLa Fiat Nuova 500 era una piccola auto dalle forme arrotondate, una delle prime ad essere prodotta nel corso degli anni in differenti versioni per accontentare un target molto ampio di clientela. Si passava dalla “economica” dei primi tempi alla “lusso” degli ultimi anni.

Diego Funaro-Fiat 500-riflessoA ideare le linee dell’automobile che più di tutte ha definito il design italiano nel mondo è stato l’ingegnere romano Dante Giacosa che per questo vinse il premio Compasso d’Oro nel 1959. Anni prima aveva partecipato anche alla progettazione della “mamma” della piccola 500, la Topolino e lavorò praticamente per tutta la vita per la fabbrica di Torino.

fiat 500-diego funaro-mercatoLa Fiat Nuova 500 era pensata appositamente per fornire al maggior numero di persone la possibilità di spostarsi in automobile, sostituendo almeno in parte lambretta e vespa. La carrozzeria era progettata per contenere i costi, utilizzando una quantità inferiore di lamiera rispetto alle altre macchine. Proprio il basso prezzo determinò il successo di questa vettura. La versione “economica” costava 175.000 lire in meno della Fiat 600, che allora doveva essere l’auto di punta della casa torinese.

fiat 500-diego funaro-biancaSembra che l’idea iniziale della Nuova 500 fosse di un tedesco – impiegato alla Deutsche Fiat –  che aveva tratto ispirazione dal Maggiolino Volkswagen: le somiglianze nella forma e nell’idea di auto per tutti, sono palesi. Entrambe oggi rappresentano la storia dell’automobilismo e sono considerate oggetto da collezione.

fiat 500-diego funaro-abruzzoL’ultima “piccola grande vettura” fu prodotta nel 1975, dopo quasi vent’anni dalla prima. Per molti italiani la 500 è stata la prima auto acquistata. È il caso di Eligio, ingegnere di Montesilvano che comperò la sua nel 1972 durante gli studi universitari: «Lavoravo nei mesi estivi e poi, con l’aiuto dei miei genitori che mi rimandarono un po’ di soldi dalla Germania, raggiunsi 525.000 lire, la cifra necessaria per acquistarla». Mentre guida tra i palazzi di Pescara la sua 500, una serie L color giallo paglierino, ammette che quella fu uno “sfizio di gioventù” dal quale, però, non si  è mai voluto separare. Ricordo dei tempi spensierati ma anche degli sforzi fatti per acquistarla.

fiat 500-diego funaro-acqua isotonica«Non è stata mai una city-car, ha sempre viaggiato, percorrendo almeno 200 km al giorno – racconta ancora l’ingegnere – Il viaggio più significativo è stato nel ’72 per le Olimpiadi di Monaco. Con un amico  andammo a Venezia, poi Verona e, percorrendo la statale del Brennero, siamo arrivati a Monaco. Abbiamo fatto diverse tappe e dormito in macchina». Ma il viaggio non terminò nella capitale bavarese «di lì siamo andati a Berna e poi a Sanremo passando per Basilea. Poi Roma, L’Aquila e di nuovo Pescara». Nel tempo la piccola 500 gialla ha accompagnato diversi momenti importanti della vita familiare, tra i quali il matrimonio della figlia.

faro-fiat 500-diego funaro-fanaleI tempi sono cambiati e con essi la filosofia della casa automobilistica torinese. La Fiat, infatti, sta mettendo radici negli U.S.A. e con Chrysler rappresenta una delle più importanti realtà automobilistiche mondiali. Allo stesso tempo, però, alcuni grandi stabilimenti in Italia stanno chiudendo, numerosi operai sono in mobilità e proteste e manifestazioni sono molto più frequenti di quelle che hanno risonanza mediatica. La casa automobilistica che ha inventato la vettura per tutti, da qualche tempo lascia di sé un’immagine elitaria, lontana dal proprio territorio e dai propri lavoratori.

fiat 500-diego funaro-club italiaDagli anni ’90 la Fiat ha prodotto alcune auto con il nome della creatura di Giacosa che però non hanno avuto lo stesso successo. Solo dal 2007, cinquant’anni dopo la prima 500, la fabbrica di Torino è riuscita a creare una 500 simile a quella storica. Soltanto il nome e il design, però sono affini. La 500 del Duemila, infatti, non è un’auto per tutti, ha un costo elevato, soprattutto considerato il momento di crisi economica attuale. Al pari dei nuovi modelli della Mini Minor (non più britannica ma appartenente al gruppo BMW) rappresenta più uno status symbol e una moda retrò che la risposta ad un’esigenza concreta degli italiani.

fiat 500-diego funaro-raduniI cosiddetti Cinquecentisti, appassionati e amatori che restaurano e personalizzano le vecchie 500 o che, partendo soltanto da una scocca, le rimettono in strada, sono molti in tutta Italia. Si danno appuntamento in raduni che hanno luogo in tutto lo Stivale con date spalmate per tutto l’arco dell’anno. C’è chi, come un tornitore pontino, si costruisce il motore da solo, chi, come un carrozziere di Mondragone, impiega tre anni per trasformare la propria auto in una discoteca su ruote, inserendo sedici altoparlanti e tre monitor nello spazio limitato dell’abitacolo.

fiat 500-diego funaro-ricambiChi, come cinquecentista di Frosinone, ha manifestato la sua devozione a San Pio da Pietralcina con immagini del santo aerografate sul cofano. A volte nei raduni capita di vedere anche cinquecentisti che fanno pubblicità alla propria officina, o che espongono annunci di vendita di pezzi di ricambio. Ma alcuni sono lì anche per vendere la propria 500, sicuramente a malincuore e spinti dal periodo economicamente poco felice.

fiat 500-diego funaro-graffitoGuidare oggi una delle vecchie Fiat 500 è per molti un modo di rivivere momenti personali felici, o di rituffarsi in un passato più roseo per tutta Italia, sognando per qualche chilometro accompagnati dal suono del motore.