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Cosplay

Cosplay: un nuovo costume

Testo e foto di Stefano Filosofi

Alla fine degli anni ‘80 entrare nella nuova generazione significava essere nati sotto il segno dell’Orsa maggiore, cioè sotto l’influenza degli anime giapponesi trasmessi su reti private e locali come Mediaset e Sette gold, allora syndication. Questo fenomeno scatenò l’interesse di una moltitudine di giovani verso la cultura giapponese, che nel frattempo era stata incubatrice di una nuova moda, il cosplay, l’arte di travestirsi dal proprio personaggio preferito, che si tratti di manga, anime, film o qual si voglia entità fittizia o reale e allo stesso tempo iconica e riconoscibile.

Quest’arte era stata ripresa dagli Stati Uniti alla fine degli anni ’70, quando i primi fan di Star Trek iniziavano a radunarsi mascherati. Questa moda si diffuse in tutto il globo e, durante gli anni ‘90, approdò in Italia. Oggi il nostro paese è patria dei migliori cosplayer a livello europeo. Ad una prima impressione potrebbe sembrare un evento simile al nostro carnevale, ma a livello simbolico le due manifestazioni non hanno quasi nulla in comune. L’arte del cosplayer ha radici culturali ben diverse e le persone che si travestono vogliono rappresentare dei personaggi immaginari fantasticando di acquisirne capacità e caratteristiche, ma vantandosi più che altro per la somiglianza all’originale e per la bravura nella creazione del costume. [CONTINUA DOPO LE FOTO]

Alla domanda «Qual è la cosa più bella per un cosplayer?» fatta a Giorgia Vecchini vincitrice nel 2005 del concorso internazionale World Cosplay Summit, tenutosi a Nagoya, lei risponde: «Fare cosplay è divertente perché si conoscono un sacco di persone. È una passione molto creativa che implica, richiede e sviluppa diversi tipi di competenze ed è un altro modo, colorato e multisfaccettato, di vivere la propria passione per l’animazione giapponese e non e per i fumetti in genere. Inoltre è molto gratificante: tutte quelle foto per cui si posa durante gli appuntamenti fieristici e i complimenti ricevuti danno indubbiamente soddisfazione. E poi fa sognare: per un giorno si può diventare in tutto e per tutto il personaggio che si è deciso di interpretare». Il cosplay oltre ad essere catalizzatore di fantasie inespresse è anche luogo di incontro e di ritrovo per i molti ragazzi che fanno conoscenza in rete condividendo la stessa passione.

Anche il mercato ha intuito il possibile guadagno e questi raduni sono tenuti sempre più spesso all’interno di manifestazioni organizzate in modo da intrattenere lo spettatore, pubblicizzare al meglio icone e marchi e vendere prodotti di ogni genere. Ed è in questo panorama che nascono alcune tra le manifestazioni più importanti del paese come Lucca Comics&Games (che si svolge proprio a ridosso di Halloween), Romics e Comicon. Qui affluiscono migliaia di partecipanti cosplayer e appassionati di ogni sorta: dai fumettofili ai videogamers, dagli amanti del cinema a quelli dei giochi di ruolo e ai collezionisti di gadjet.

Un fenomeno quindi in piena espansione che promette di non rimanere relegato alla nicchia degli appassionati di manga e anime, gli Otaku. © Stefano Filosofi

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