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Arte di luci e colori

Arte di luci e colori: la Santa Domenica di Scorrano

Tra il 5 e il 9 Luglio, ogni anno, Scorrano (LE) diventa la capitale mondiale delle luminarie e risplende della meraviglia di luci e colori creata dai suoi maestri paratori.

Foto: Alessandra Gorgoni e Lucilla Cuman
Testo: Lucilla Cuman

Quando il sole è appena tramontato, poco prima che la notte abbia il sopravvento e tutto sia circondato da una meravigliosa luce blu, la gente riempie le strade e la festa prende vita. Ci sono gli anziani nostalgici, che sulle panchine borbottano sottovoce che “Era meglio quando non c’era tutta questa modernità e la festa era più religiosa”, i bambini che giocano felici, perchè potranno andare a letto tardi e i nonni compreranno loro quel palloncino colorato che hanno visto alla bancarella, gli ambulanti che preparano la cupeta (tipico dolce croccante locale) e l’orientale sorridente che prova a venderti un “aggeggio” che ti aiuta ad infilare il filo nell’ago. E lì, sotto alle “loro” luminarie, ci sono i maestri paratori con i volti tesi. Circondati da parenti e amici, impartiscono le ultime disposizioni ai loro collaboratori: tutto deve essere perfetto fino all’ultimo dettaglio, fino all’ultima lampadina, perchè nei giorni seguenti la gente dovrà parlare della loro accensione come della migliore di tutte.

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A Scorrano, infatti, la Santa Domenica non è solo una festa di paese, ma una vera e propria competizione in cui diverse famiglie di artigiani dimostrano la loro arte. Per prepararsi a questo evento, che si svolge ogni prima domenica di luglio, ci vogliono mesi di lavoro certosino: bisogna creare, immaginare, disegnare e poi realizzare dal legno archi, spalliere, frontoni, cassarmoniche e gallerie. Tutto ciò richiede ore di incessante lavoro per suscitare l’effetto di meraviglia e stupore di tutti i paesani.

Decorare i paesi con grandi paramenti luminosi è una tradizione nota già dal XVI secolo, quando invece dell’energia elettrica si usavano carburo e olio. Nel suo Storie delle Luminarie di Scorrano, lo storico dell’arte Giovanni Giangreco spiega che la loro importanza per la cittadinanza era tale da coinvolgere artisti come  Zimbalo, che fu l’architetto del Duomo di Lecce, e addirittura Michelangelo Buonarroti.

Oggi i maestri salentini regalano emozioni e suggestioni esportando in tutto il mondo i loro allestimenti. Partecipano a molte manifestazioni religiose, ma anche a sfilate di moda concerti e altre celebrazioni laiche, riuscendo a creare ogni volta la meraviglia attraverso la bellezza e l’armonia di colori e forme. Sembrano voler esorcizzare la freddezza delle architetture moderne e in qualche modo, con le loro luminarie, illudere che la città moderna sia un’estensione di quella antica, riportando  lo spettatore in un’altra dimensione, quando l’Italia e il Salento erano nella fase della rinascita e tutto diveniva più bello.  ©Lucilla Cuman