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Bevagna, un borgo in cui rivive il Medioevo

In Italia le rievocazioni storiche e le feste a esse collegate sono innumerevoli, molte sono legate al Medioevo o al Rinascimento, soprattutto nelle città del Centro che nacquero o accrebbero la loro importanza proprio in queste epoche storiche. Tante tra queste rievocazioni sono semplici sfilate in costume, altre prevedono giostre o richiamano importanti celebrazioni antiche.

Una ci ha colpiti particolarmente, perché rende partecipi i visitatori di quella che era la vita quotidiana nel periodo tra il 1200 e il 1300: parliamo del “Mercato delle Gaite” che si svolge a Bevagna, uno dei borghi più belli d’Italia a pochi chilometri da Perugia, in Umbria, alla fine di giugno.

Che cosa sono le gaite? Sono i quattro quartieri che suddividono la città: San Giorgio, San Giovanni, Santa Maria e San Pietro. La parola “gaita” sembra derivare dal longobardo “watha” che significa “guardia”. [CONTINUA DOPO LE FOTO]

 

La particolarità di questa festa, che da trent’anni anima questa città, è che rende possibile assistere e partecipare a quelli che furono gli antichi mestieri diffusi in quella zona. Volontari in costume soffiano il vetro, tessono la seta, battono monete, fanno la carta o la pergamena oppure tingono tessuti, secondo le modalità medievali. C’è chi spiega in modo didascalico, chi attorno a un mestiere ha creato degli spettacoli teatrali, chi coinvolge lo spettatore e lo invita a provare. In ogni caso, si è catapultati indietro di oltre 600 anni, quasi come Benigni e Troisi nel film “Non ci resta che piangere”.

Questo viaggio nel tempo dà un’idea diversa da quella che hanno molti su questo periodo storico. Non era, infatti, un’epoca buia, grigia e ignorante poiché, sebbene la cultura alta non fosse alla portata di tutti, nei monasteri, per esempio, si conservava il sapere grazie agli amanuensi, ai miniatori, ai rilegatori e a tutti coloro che hanno permesso a libri ben più antichi del Medioevo stesso, di giungere ai giorni nostri. Inoltre ci si può rendere conto di quanto l’attenzione all’ambiente fosse paradossalmente maggiore all’epoca, che ai giorni nostri. Nella produzione di qualsiasi materiale e oggetto, si riutilizzava ogni cosa, nulla era gettato via, probabilmente per la consapevolezza del valore del tempo e della fatica che costava produrre anche solo un bicchiere, una pagina, una moneta.

Il Mercato delle Gaite non è soltanto una rievocazione con una sorta di laboratorio didattico e di spettacoli teatrali; ogni quartiere, rappresentando alcuni antichi mestieri, è in gara con gli altri e alla fine della settimana di feste è eletta la gaita vincitrice. Bevagna durante questa festa continua a scorrere nel presente, ma la magia dell’evento fa dimenticare la frenesia moderna e porta ad immergersi nelle emozioni di un passato lontano. ©Diego Funaro

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