L'Italia vista con gli occhi degli italiani

Abstraction Devices – fotografia oltre la realtà

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Foto e testo: Luca Baldini
Introduzione: Mario Fracasso

La realtà spesso non è quella che immaginiamo, a volte neanche quella che siamo certi di aver percepito.
Karl Raimund Popper, epistemologo austriaco morto nel 1994, nella sua Congetture e Confutazioni, parlando della filosofia Kantiana, spiega che bisognerebbe abbandonare l’opinione secondo la quale l’uomo è spettatore passivo, sul quale la natura imprime la propria regolarità e accettare che, nel vedere, udire e sentire ogni tipo di fenomeno, siamo noi stessi a imprimere attivamente alle nostre visioni l’ordine e le leggi del nostro corredo culturale.
Partendo da questa idea, vi presentiamo una galleria fotografica tanto reale quanto soggettiva, in cui l’autore, Luca Baldini, ha scomposto gli oggetti per ricomporli in base alla realtà che vedeva dentro se stesso. Molti filosofi parlano delle nostre certezze sulla realtà esterna, definendole Realismo Ingenuo, convinzioni che diamo quotidianamente per scontate, ma che bloccano il processo di conoscenza. Luca Baldini, ha provato ad andare oltre: ha dato nuovo significato a determinati luoghi d’Italia, ricomponendone gli oggetti per esprimere la propria percezione. In fondo, anche Einstein riprese le teorie di Kant e disse: «tutti i concetti, anche quelli più vicini all’esperienza, sono dal punto di vista logico convenzioni liberamente scelte». Luca Baldini ha scelto le sue e, raccontando la sua Italia, ha dimostrato che anche la fotografia può aiutare a riflettere. ©Mario Fracasso

Abstraction Devices

Sulla pellicola registro composizioni che spesso hanno un taglio astratto aggiunto, operazioni tese ad espandere il potenziale comunicativo delle immagini, in modo che possano rappresentare anche idee che non sono esplicitamente raffigurate. Idee che esistono in una componente verbale, che sia riflessione solitaria o vera e propria conversazione fra osservatori. L’esposizione multipla, applicata direttamente sulla pellicola, crea immagini più complesse ma comunque compatte e integre nella loro rispondenza a una realtà mentale non artificiosa: il procedimento analogico preserva il rapporto indicale dell’immagine con l’esistente, la compresenza di punti di vista differenti avvicina la composizione al mondo delle idee.

Fate-Path_Luca BaldiniFate/Path – Bologna

Destino/Strada, un dibattito aperto sulla vita. O, meglio, un punto di vista sulla vita. Fate fa assonanza con faith e path fa rima con math. Grazie ad algoritmi matematici possiamo calcolare i giusti spostamenti di un binario, in modo da seguire una via tendendo a una meta. Ma questo non è sufficiente, perché la vita ha sempre una componente aerea, sfuggente e immortale che si manifesta negli imprevisti: essa è qui rappresentata dal sistema di alimentazione elettrica della ferrovia, i cui tiranti di poligonazione mi ricordano un po’ le braccia di un marionettista che governa dall’alto. Cos’è più importante, dunque, cos’è più forte, il percorso che ci prefissiamo o il patrocinio del destino? La volontà o la fede? Credo che la foto una risposta sicura la dia: oltre il ponte non ci è dato guardare. Godiamoci il viaggio.

20th Century_Luca Baldini20th Century – Italia

Queste dieci esposizioni sulla stessa porzione di pellicola, scattate in diversi luoghi d’Italia, sono un brainstorming sul secolo appena passato. Una rappresentazione diacronica più che sincronica, una raffica di memorie in sequenza immobilizzate in un’istantanea mentale. A far da protagonista è il processo di antropizzazione dell’esistente: si parte da un tetto in paglia e si arriva all’automobile e alle centrali elettriche.

Development In ArchitectureDevelopment In Architecture – Milano Marittima

Development In Architecture, ovvero Lo Sviluppo In Architettura, è una doppia esposizione parziale: la porzione di pellicola (35 mm) interessata dall’unione delle due immagini è 70×24 mm, ma solo nel terzo centrale è avvenuta la sovrapposizione. Prima di scattare la seconda esposizione e capovolgere la mia macchina Fujica, ho riavvolto la pellicola di mezzo frame invece che di uno intero. Il risultato, a partire da un oggetto semisferico, è un’immagine che mi ricorda lo sviluppo bidimensionale di una semisfera tridimensionale. Dunque di una forma geometrica. Qui si lega la mia riflessione sull’architettura.

Do Not Feed The Trees

Do Not Feed The Trees – Roma

«Vietato dare cibo agli animali» è la tipica frase che potreste leggere in uno zoo, specialmente se si tratta di specie animali protette. Qui siamo invece nel bellissimo parco di Villa Torlonia a Roma. La recinzione e le telecamere di sicurezza rimandano al concetto di protezione. C’è un museo alle spalle dell’obiettivo, ma per la foto ho ribaltato lo sguardo: il parco è qui metafora di una Natura che diventa, nella civiltà metropolitana, il negativo del costruito; non più libera di manifestarsi nelle sue varietà. In diverse zone di molte città il Verde è un colore in via d’estinzione, rinchiuso in gabbie che chiamiamo aiuole. Natura, quindi, come qualcosa da preservare dall’avanzata del cemento. Natura come elemento sempre più raro, da proteggere, ma anche da ammirare e osservare.

Still Life With Skyscraper

Still Life With Skyscraper – Frosinone

Natura morta con grattacielo è una composizione di oggetti edificati, panorama urbano tipicamente rappresentativo delle periferie delle città italiane, tristemente caratterizzate dall’assenza di tutte quelle attenzioni nella scelta di materiali e tecniche costruttive, soluzioni visive, spaziali e sociali che nei secoli hanno fatto la fortuna – invece – dei nostri bellissimi e armoniosi centri storici. Il grattacielo emerge, spento, fra altre sagome. Non importa aumentare il numero degli affacci, siano due balconi o siano duecento, le nostre periferie sono destinate a rimanere delle “nature morte”.

Fortress Europe

Fortress Europe – Bologna

Il centro storico di Bologna è protetto da telecamere di sicurezza e per il traffico, sia dentro che lungo il suo perimetro. Nella foto si possono vedere le più moderne tecnologie da “Grande Fratello”, combinate con le tecniche costruttive della millenaria Torre degli Asinelli e i ricchi palazzi di via Rizzoli. Questa visione mi ha fatto pensare ad un’analogia con l’Europa: una fortezza economica che i poteri centrali hanno costruito e stanno rafforzando per non permettere l’accesso a paesi meno sviluppati, se non a carissimo prezzo. L’Euro come arma silenziosa e affilata. Uno slogan per i governi aspiranti europei: Join the banks’ way or keep out! Ovvero Unitevi al gioco delle banche o rimanete fuori!

Propeller Mast Dye

Propeller Mast Dye – Cervia

Provincia di Ravenna, cantiere nautico del porto turistico di Cervia. Questa foto spiega perchè i titoli delle mie foto nascano in Inglese: è una lingua più duttile e indefinita rispetto all’Italiano; quasi astratta, in quanto non vi è sempre corrispondenza biunivoca fra significante e significato.  Ad esempio, mast vuol dire albero maestro, ma suona quasi esattamente come must, il verbo dovere, parola che a sua volta può essere tradotta con diverse persone e tempi verbali. Dye, invece, vuol dire tintura o tingere e anch’esso si pronuncia come un altro verbo, il più comune to die, morire. Le tre parole che compongono il titolo, dunque, descrivono schematicamente la composizione, ma possono anche trarre in inganno. A livello subliminale, potremmo leggere Il propulsore (l’elica) deve morire, anziché Elica (e) Tintura dell’Albero Maestro. Anche la composizione è ingannevole: l’operaio dipinge l’albero e si tinge egli stesso dei colori dello scafo della barca su cui si trova. Quasi come un atto di introspezione mentale o come quei processi inconsci post-traumatici di rimozione o correzione della memoria.

Equalization

Equalization – Ravenna

Durante questa lunga esposizione alle luci del crepuscolo, nell’Oasi di Punte Alberete, ho lentamente spostato la profondità di campo da infinito a due metri. In questa maniera ho messo a fuoco tutto il paesaggio visibile, dai ciuffi di un canneto in primo piano fino alle lontane luci di una strada, passando per gli alberi. Tutto a fuoco e niente perfettamente in dettaglio. Equalizzazione è la compensazione di un fenomeno e richiama il concetto di uguaglianza. In questa composizione tutti gli elementi sono sullo stesso piano e hanno la stessa importanza, dal grande al piccolo, dal naturale all’artificiale.

Open - Closed

Open\Closed – Ravenna

Ravenna ha un porto canale scavato nella sabbia che sfocia nel Mar Adriatico. Per assicurarne l’accessibilità a navi mercantili di grosso pescaggio, lo scavo è protetto dalle correnti marine da due dighe foranee di 2,8 km; due lunghissimi moli immobili che creano come un grande vestibolo di ingresso. La foto è scattata lì dove finisce il canale e comincia il “vestibolo”, limbo che al tramonto si tinge di mistero, in bilico fra la conclusione e l’orizzontalità infinita. Aperto\Chiuso è una riflessione sulla relatività dell’orizzonte, sulla labilità del limite. Per me è pace, per me è movimento.

Nightmare Of A Tree At The Edge Of Town

Nightmare Of A Tree At The Edge Of Town – Ravenna

Incubo di un albero alle porte della città è una doppia esposizione notturna. Siamo poco fuori da Ravenna, nell’oasi naturalistica di Punte Alberete, parco naturale la cui ricchezza di flora e fauna è minacciata dall’avanzata dell’urbanizzazione e, soprattutto, dai fumi tossici del polo chimico-industriale. La composizione si vedono un albero e l’immagine onirica dello stesso albero abbattuto.

Fairy Tale Gone To Bed

Fairy Tale Gone To Bed – Bologna

Camminando verso casa, mi sono imbattuto in questa visione un po’ magica della scalinata del Parco della Montagnola, popolata da una processione di lampioni che sembravano sospesi fra quiete e movimento. Fra realtà e finzione, come i personaggi di una fiaba, fairy tale, appunto. E come le fiabe non necessariamente sono provviste di una morale (al contrario delle favole), così ho cercato di creare un’immagine che potesse voler dire tanto, ma anche nulla di preciso, lasciando spazio all’immaginazione anche nel titolo: “Fiaba andata a letto” può essere il racconto della buonanotte, ma può anche riferirsi a una parentesi romantica che termina durante la notte; si conclude o, semplicemente, si va tutti a riposare. Ciò che resta non è che un palcoscenico.

©Luca Baldini

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Una Risposta

  1. Pado

    Belle foto e anche la loro spiegazione è altrettanto interessante!!!
    Questa io la definirei arte concettuale.
    Continua così.

    28/11/2013 alle 4:58 pm

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