L'Italia vista con gli occhi degli italiani

Carrasegare, la Barbagia in bianco e nero

Viaggio tra i Carnevali Barbaricini di Mamoiada, Orotelli e Ottana

Viaggiando in Barbagia si ha una sensazione di tempi che si allungano e di distanze che si dilatano. Un luogo dove veramente l’Achille di Zenone non riuscirebbe a raggiungere mai la tartaruga.

Qui il Carrasegare è l’antitesi di ogni altro Carnevale. I protagonisti sono le cupe tonalità di campanacci agitati in maniera ritmica o caotica da salti e corse, balli e danze di personaggi fieramente bestiali o rozzamente umani. La maschera, indossata nel legno o tinta di nero sughero, trasforma l’uomo in essere rituale e ancestrale, avvolto in una coltre di mistero.

A Mamoiada il legame è sottomissione. L’essere brutale è schiavo di un essere così umano al suo cospetto da sembrare divino. Nel contrasto tra i grotteschi Mamuthones, le figure nere e mute, simili a quei bovini di cui portano i pesanti campanacci, e gli Issohadores, i padroni inespressivi ma eleganti che tengono il lazzo, sta l’essenza di un carnevale fatto di maschere che si esprimono solo con un unico cupo ritmo, in una danza cadenzata, precisa, imposta.

Barcollando e scalciando nelle strade di Orotelli, i Thurpos riemergono dal tempo passato in cui si erano persi. Uomini ciechi e storpi che diventano animali nell’estremo imbovarsi. Con il viso tinto di sughero bruciato e il corpo avvolto dal nero pastrano, l’uomo e il bue diventano del tutto simili. Così Thurpu è l’animale che sfila legato il coppia ma Thurpu è, anche, l’uomo che lo tiene e lo trattiene.

Nel Carnevale di Ottana c’è, invece, la struttura a chiasmo del si bovare. L’uomo diventa essere rozzo e goffo, rimane antropomorfo ma si fa grottesco, diviene Merdule. L’animale da sottomessa bestia diviene elegante e fiero, ribelle e orgoglioso. Eleva la sua posizione ferina alzandosi in stazione eretta e cercando di divincolarsi dal suo padrone. Ma il legame sarà sempre indissolubile: l’allevato, per quanto provi, non riuscirà mai a liberarsi dall’allevatore e questo stesso rimarrà tanto attaccato da divenire animale a sua volta.

©(immagini e testi) Mario Fracasso

Annunci

I commenti sono chiusi.