L'Italia vista con gli occhi degli italiani

Baccanale delle antitesi: Il Carnevale Osincu di Bosa

Sospesa tra l’acqua e il cielo, il fiume e il mare, morbidamente adagiata in fondo alla valle del Temo, ferma, occhi socchiusi, a scrutare la Spagna: è Bosa, dove il Carnevale, oltre che l’antitesi del mondo quotidiano, è anche antitesi in se stesso.

È antitesi nei colori: i pastelli policromi della valle, dei fiori e delle case opposti al bianco e nero del martedì grasso. Ed è antitesi nella bicromia stessa: il nero del giorno opposto al bianco della notte, il chiaro opposto al buio, la luce opposta allo scuro. Il giorno è dedicato al pianto funebre, s’attittidu, che si riempie di nero, nelle vesti e nei visi. Si lamenta l’abbandono di Gioldzi, personificazione del Carnevale, e la sua imminente e conseguente morte. La nenia diventa un rumore assordante che invade le strade e il cervello. Tutto cambia dopo il tramonto: figure bianche e leggere si aggirano, lumino in mano, per scovare dove si sia nascosto Gioldzi, il carnevale, che finisce per celarsi sempre tra le gambe delle donne. Fino a quando al termine del baccanale non verrà trovato e catturato per essere portato al rogo come capro espiatorio dei peccati della comunità e come segno di buon augurio per la fertilità della nuova primavera.

©(immagini e testi) Mario Fracasso

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...